Anfiteatro Romano di Avella

Anfiteatro Romano

    L’Anfiteatro di Avella può essere considerato come uno dei più antichi della Campania. Esso, infatti, fu costruito tra il I secolo a.C. e il II sec. d.C. al posto delle abitazioni distrutte durante la guerra tra Mario e Silla.

    Esso sorgeva all’estremità orientale del “Decumano Maior”: una sua atipicità è l’assenza di sotterranei e cunicoli come invece sono presenti al Colosseo e all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli.

    L’edificio fungeva da sede per i giochi gladiatori e per la caccia alle fiere. Rapportabile per dimensioni all’anfiteatro di Pompei, fu edificato nel I sec. a.C. sui resti di abitazioni sannitiche. L’anfiteatro presenta una tipica pianta a ellissi, e consiste in un’arena non lastricata e coperta di sabbia circondata da gradinate (gradationes) divise in settori. 
    Di questo antico edificio si conservano strutture in opus reticolatum e la parte centrale ed inferiore della cava con sedili in tufo, mentre la parte superiore non è più conservata.
In corrispondenza del lato sud-orientale, l’anfiteatro si appoggia in parte alle mura della città di II sec. a.C., di cui è ancora visibile la cortina interna in opus incertum. Dei tre ordini della “cavea”, oggi sono visibili solo i primi due (inferiore e centrale); della “summa cavea” rimangono solamente poche tracce mentre essa si presenta divisa in tre settori: “moeniana”, “praecitiones” e “baltei” e ad essa era possibile accedere attraverso dei “vomitoria “. 
    All’arena, si accede attraverso due monumentali porte: la “porta triumphalis”, orientata in direzione della città, dove accedeva la massima autorità, dal lato opposto “la porta libitinensis” dalla quale venivano portati via i gladiatori morti in combattimento. Una terza porta, più piccola nelle dimensioni e probabilmente riservata ai giudici, si apre sul lato ovest; difronte ad essa si evidenza un ambiente con tracce di un’edicola riservata ad un Dio, probabilmente Ercole, al quale i gladiatori si raccomandavano in preghiera prima del combattimento.

    All’interno di questa struttura avvenivano oltre agli spettacoli normali sia venazioni sia anche naumachie, ottenute deviando tramite alcune condotte le acque del fiume Clanio che scorreva non molto lontano dal sito dell’anfiteatro.

    Nel podio intorno al V secolo d.C, venne iniziata la costruzione di stalle per bestie che risulta incompiuta. Riferite all’anfiteatro sono anche alcune lapidi e iscrizioni di epoca imperiale.

Attualmente, esso è stato attrezzato per ospitare eventi culturali e spettacoli musicali, incrementando la conoscenza e la visita dell’edificio romano e valorizzando il territorio.