
Castello medievale
Avella è un paese ricco di storia ed offre numerosi ritrovamenti archeologici tra cui il Castello Medievale. Quest’ultimo, insieme all’Anfiteatro Romano ed alle Tombe Romane, è uno dei monumenti più rappresentativi della comunità avellana per storia, importanza, nonché come punto di partenza per il turismo.
Il Castello Medievale di Avella si erge a nord della città, sulla vetta di una collina e, secondo la tradizione, sorge sulle rovine di un antichissimo tempio pagano dedicato ad Ercole. Esso ha una forma trapezoidale, ed il suo perimetro murario più esterno si estende per circa 660 metri e racchiude un’area di 23.400 mq.
Tra le sue rovine fu ritrovato, nel 1685, il “cippus abellanus” (circa 150 a.C.): iscrizione in lingua osca recante la convenzione tra Abella e Nola riguardante i terreni in mezzo a cui sorgeva un comune tempio di Eracle, attualmente custodita presso il Seminario Vescovile di Nola. La costruzione sorse ad opera dei Longobardi nel VII secolo d.C. Fu sede poi del Baroni di Avella, che appartenevano alla dinastia dei Normanni, dei Del Balzo, degli Orsini e dei Doria del Carretto. Strutturalmente si può dire che il Castello rappresenta un sunto di tutte le tecniche costruttive medioevali: infatti, le torrette all’interno sono longobarde, quelle esterne normanne e il “Maschio” o “Mastio” è svevo-angioino.
Il Castello è composto da tre diverse aree per lo più concentriche: la prima è formata dal complesso palatium “Mastio”; la seconda e la terza da 2 cinte murarie che degradano sul pendio della collina. La terza ed ultima cinta, quella più esterna, è composta da muri spessi 1,50 metri, intervallata da 10 torrette, di cui una quasi scomparsa del tutto. Di queste 10 torrette, 8 sono a forma quadrangola e rimandano all’architettura normanna. La seconda cinta muraria (quella più interna) è formata da muri che seguono l’andamento orografico della collina: è intervallata, nonché rinforzata, da 10 torrette, di cui 4 di forma quadrangolare e 6 a forma tondeggiante. Nella prima cinta superstite sono usati in modo sporadico anche materiali di spoglio, come blocchi di tufo e pezzi di calcare sagomato.Nella parte più alta della collina, ci sono le strutture più imponenti del castello, formate dal palatium di epoca normanna-sveva, dalla torre angioina, dalla cisterna grande, dalle stalle e dalle strutture poco visibili della cappella e da una struttura quadrangolare che poggia su un podio più ampio e della medesima forma. Il palatium è composto da muri che si innalzano per un’altezza di circa 20 metri e che hanno vani di finestre e fori per la collocazione delle travi dei solai (testimonianza dell’uso abitativo che possedeva tale struttura). Nel lato est, presso la torre angioina, si apriva la porta principale d’accesso al castello, formata da un’apertura rettangolare sormontata da un arco in tufo giallo. Nella parte sud-est del palatium vi è la grande torre circolare aggiunta (forse in epoca angioina), con la funzione di mastio, ovvero per proteggere la porta d’accesso. Essa ha la forma tipica dell’architettura angioina (un alto cilindro su una base a tronco di cono coronato dalla merlatura, sorretta da beccatelli e caditoie. Un’altra cisterna è situata in fondo al palatium: ha 2 ambienti divisi da un pilastro centrale che regge i due archi d’imposta della copertura. La tecnica costruttiva rimandano al periodo normanno-svevo.